Le 5 regole della Divulgazione

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scritto da Margot

Digital Marketing Strategist, Content Marketing Creator, Junior Web Designer, Professional Blogger Wannabe, LongLife Nerd, Sparetime videogamer, TV Series Addicted... Almeno 3 di queste sono vere! Lo giuro 😔
Pubblicato il 29 Apr 2020

Che significa ‘Divulgazione ‘?

 

Cerchiamo nel dizionario il verbo divulgare:

  • v.tr. [sogg-v-arg]

1 Rendere pubblica o nota una notizia 

2 Spiegare concetti difficili in forma divulgativa

fonte: https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/divulgare.shtml

 

Divulgare significa quindi rendere accessibile ai più, al volgo (dal latino dis+ vulgus ovvero diffondere tra il popolo) delle informazioni altrimenti complesse.

Una buona strategia di comunicazione del proprio prodotto o servizio, passa anche per una buona divulgazione delle nostre conoscenze, che aumentano la nostra autorevolezza agli occhi del nostro pubblico di riferimento che sarà più predisposto a dar fiducia al nostro prodotto/servizio.

Perché è importante educare i nostri clienti?

Spiegare ai tuoi clienti e ai potenziali clienti la complessità della materia che è alla base dei prodotti che tratti, sia se parliamo delle regole della cucina, sia se stiamo parlando dei fondamenti della grafica, li aiuterà a capire il valore del tuo prodotto o servizio.

Una volta riconosciuto un valore maggiore anche il prezzo che saranno disposti a riconoscerti sarà tale. Ricordiamoci che il prezzo di un bene è legato anche al valore che ogni singola persona dà al bene stesso: per cui avremo un oggetto che per una persona ha un valore inestimabile, mentre altri lasceranno che sia il mercato a determinarne il valore.

Quindi una volta spiegato il valore della divulgazione andiamo a vedere delle regole di base per chi vuole iniziare per divulgare online.

Ecco le 5 regole da cui partire per iniziare una strategia di divulgazione.

 

 1.   Conoscere il tuo pubblico.

 

Prima di iniziare qualsiasi attività di divulgazione bisogna chiedersi: a chi  vogliamo parlare? chi potrebbero essere i nostri potenziali interlocutori? Bisogna quindi fare un’analisi di marketing e capire ancora una volta chi è il nostro pubblico target, come spiegato nell’articolo della scorsa settimana (se non lo hai letto recuperalo qui).

Oltre a questo quando si divulga qualcosa bisogna tenere in conto della piattaforma usata: stiamo usando Facebook? Stiamo usando Linkedin? Stiamo rilasciando un’intervista in un canale specializzato? L’attenzione che i nostri lettori/ascoltatori sono disposti a darci varia immensamente da canale a canale.

 

 2.     Non avere paura.

 

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te, più esperto di te, ma questa non può essere una scusa per non divulgare le tue conoscenze, perché per ogni persona più esperta di te ce ne sono sempre migliaia meno esperti per cui potresti diventare un punto di riferimento. Ogni professionista è un esperto in un campo specifico, sempre. Non facciamoci assalire dalla sindrome dell’impostore: siamo professionisti, abbiamo conoscenze specifiche e approfondite su argomenti che trattiamo tutti i giorni da xx anni ad oggi, sappiamo di cosa stiamo parlando.

E se sbaglio?

Chi non ha mai sbagliato? Capita.  Sviste, lapsus, e chi più ne ha più ne metta ci saranno sempre, quello che conta è assumersi le proprie responsabilità e ammettere il proprio errore quando succederà.

 

3.    Parla in modo semplice ma non semplicistico.

 

Che significa? Il compito del divulgatore è quello di mantenere la purezza dell’informazione traducendola in un linguaggio semplice, chiaro, preciso, non quello di impoverirla andando a togliere dei pezzi che potrebbero intaccare il significato originale. Non bisogna approssimare, ma parlare con semplicità. La semplicità… non è una cosa semplice: per poter spiegare in maniera semplice bisogna avere un’estrema padronanza dell’argomento, chi non ce l’ha è approssimativo e rischia di fare un discorso semplicistico, evitiamolo. (vedi punto 5)

Come essere chiari?

Non usare i tecnicismi, non vogliamo essere l’avvocato azzeccagarbugli, il nostro intento è quello di far capire, non confondere il nostro interlocutore.

Come spiegarsi al meglio?

Dopo aver trattato l’argomento in maniera chiara e semplice, facciamo degli esempi. Gli esempi sono sempre la via migliore per sedimentare e concretizzare un’informazione la cui teoria è stata esposta in precedenza.

 

4.    Chiedere sempre dei feedback, soprattutto all’inizio.

 

Quando la platea non è ampia, quindi quando siamo agli inizi, bisogna chiedere dei feedback ad amici e parenti: vediamo se hanno domande, se siamo stati chiari, chiediamo cosa possiamo migliorare etc.

Quando iniziamo ad aver un pubblico più sostanzioso possiamo tener conto di altri fattori, distinguendoli per importanza, esempio: quanti mi piace ha il nostro post, quanti commenti, per quanto tempo hanno visto questo video, quante volte è stato visualizzato il mio articolo etc.

Ogni azione che facciamo deve essere misurata, solo così riusciamo a renderci conto se stiamo migliorando o no.

 

5.   Accetta i tuoi limiti.

 

Un avvocato non può essere esperto di tutta la legislazione mondiale, ognuno avrà la sua area specifica, chi è specializzato in brevetti, chi in diritto statunitense etc.

Potresti ritrovarti a dover affrontare argomenti complementari al tuo campo di esperienza, non improvvisare, chiedi una collaborazione ad un collega.

Non iniziare cose che sai di non poter portare avanti. Non iniziare una rubrica senza aver calendarizzato la preparazione della stessa per le prossime settimane. Meglio non imbarcarsi in una promessa con un potenziale cliente, se non sei certo di poterla mantenere.

Non aprire un nuovo canale se non ci sono le risorse per gestirlo. E’ inutile avere una sezione blog sul sito per tenere solo due articoli del 2017 etc.

Come ama dire Igor less is more, per tutto. Per la grafica, per il copy, per la gestione: poche attività fatte bene, pochi elementi, semplici, ma chiari.

 

Quindi?

Le regole della divulgazione perfetta non esistono, ognuno dovrà trovare chiavi di lettura efficaci per il proprio pubblico. E per trovarle dovrà impegnarsi, lavorare con costanza, efficienza e puntualità.

Ogni professionista è portatore sano di divulgazione, non bisogna avere timore e  soprattutto non bisogna avere fretta, l’autorevolezza si costruisce mattoncino dopo mattoncino, articolo dopo articolo, video dopo video. Non demoralizzatevi se i risultati non sono immediati, datevi tempo. 

Semplicità e costanza sono le chiave di una buona strategia di divulgazione. 

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